AUTISMO:TELECAMERE NELLE SCUOLE,TESTIMONIANZE MAMME E ASS.BAMBINI SIMPATICI&SPECIALI
Storie di abusi all'interno della scuola
AutismoMilleOpportunità 30/03/2024 0
Dopo la triste vicenda che ha visto protagonista un istituto in provincia di Napoli, ad Afragola, nel quale durante un incontro volto alla sensibilizzazione del pubblico sul bullismo, un bambino autistico di undici anni è stato invitato a lasciare l'aula su esplicita richiesta della dirigente scolastica, abbiamo sentito l’esigenza ed il dovere di unirci,per raccontare, attraverso le testimonianze di tanti genitori e uniti all’Associazione Bambini Simpatici e Speciali di Orta di Atella(CE) i disagi e le continue difficoltà che tutti i nostri figli vivono all’interno degli edifici scolastici.
CHIEDIAMO LE TELECAMERE IN TUTTE LE SCUOLE PER FAR CESSARE OGNI ABUSO !
L’associazione Bambini Simpatici e Speciali ,unita a noi in questa lotta,nella figura del suo presidente Michele Pisano ci testimonia quanto segue :
Mi chiamo Michele Pisano e sono padre di due ragazzi autistici e presidente dell'associazione bambini simpatici e speciali composta da ragazzi autistici,ragazzi con sindrome di down e ragazzi in carrozzina.
La vicenda che ha coinvolto la scuola di Afragola mi ha ferito profondamente poiché noi genitori,purtroppo, viviamo senza alcuna certezza di ciò che accade realmente all’interno delle classi frequentate dai nostri figli. Fortunamente,qualcuno ha recapitato alla madre del bambino di afragola il video che potete vedere qui : (https://www.la7.it/intanto/video/afragola-bimbo-autistico-allontanato-dalla-preside-durante-evento-sul-bullismo-il-video-22-03-2024-533032 ) senza il quale nessuno avrebbe potuto agire sull’accaduto.
Gli istituti scolastici sono da sempre uno dei nodi problematici che tante famiglie affrontano,non solo per episodi di abusi ,ma soprattutto per la mancanza di personale qualificato .
Persino io , nella classe del mio ultimo genito , che oggi ha 12 anni, sin dalle primarie, sono stato uno dei pochi fortunati ad avere una docente formata.
Il mio messaggio per i dirigenti scolastici :
“Esigiamo formazione ed educazione all’accoglienza e all’empatia nella gestione dei rapporti con le famiglie di chi ha bambini o ragazzi autistici o con disabilità. Invito a riflettere sull’inclusione che si verifica in misura minore rispetto all’esclusione .
Chiediamo che cessi l’omertà e che chiunque venga a conoscenza di situazioni che ledono la dignità fisica e psicologica dei nostri figli,parli.
Noi genitori dobbiamo conoscere la realtà all’interno delle scuole,VOGLIAMO LE TELECAMERE.”
TESTIMONIANZA DI ELENA:
Mi chiamo Elena Montella sono mamma di Christian,un ragazzo autistico di 9 anni di Marano di Napoli, dopo varie vicissitudini con le istituzioni scolastiche, ritengo sia fondamentale avere nelle nostre classi,docenti , assistenti e educatori specializzati per l'autismo.
Anche io sono favorevole alle telecamere perché ritengo possano fornire una maggior tutela,visti i casi di cronaca sempre in aumento sugli abusi intra-scolastici.
Le aule dei plessi italiani,inoltre,non hanno laboratori sensoriali, luogo che potrebbe aiutare a diminuire i comportamenti problematici, qualora essi si verificassero,dei nostri bambini.
Vorrei evidenziare anche quanto sia per noi fondamentale l'organizzazione degli eventi e delle gite esterne organizzate dalle scuole,che dovrebbero garantire l’inclusione e dovrebbero consentire anche ai nostri figli di partecipare.
Un altro increscioso problema,che colgo l’occasione per esporre riguarda i terapisti e gli educatori esterni all'istituzione scolastica che noi genitori paghiamo personalmente e privatamente.
Infatti, sono costretta a pagare personale esterno per avere una programmazione per mio figlio per poter aiutare i docenti alla comprensione di alcune dinamiche relazionali . Ritengo che ciò debba essere a carico dello Stato,organo che deve poter garantire questo diritto a tutti, anche a chi non può permettersi di pagare un operatore esterno privatamente.
TESTIMONIANZA DI GIULIA :
Mio figlio frequenta la seconda elementare e da pochi giorni ho scoperto che le terapiste e l'insegnante di sostegno chiacchieravano invece di occuparsi del mio bambino, di fatto lasciato solo e abbandonato ad una compagnia: una pallina che gli avevano lasciato per fargliela lanciare per ore ed ore.
Credevo che mio figlio a scuola praticasse il metodo ABA,invece tornava a casa sempre più nervoso,a tal punto da mettere in atto comportamenti mai emessi prima: lancio di occhiali,forchette,gomme,coperte…
Ho insegnato io al bambino a leggere, a scrivere, a fare le addizioni e le sottrazioni, con me impara poesie che , puntualmente, scopro che solo a lui non vengono assegnate,grazie alle foto che vengono pubblicate sul gruppo delle mamme.
Ho chiesto più volte di dare a mio figlio le schede che vengono date agli altri bambini ma niente, lo fanno per pochi giorni poi non gli danno più nulla!
Recentemente gli ho insegnato il verbo essere e il verbo avere e l'insegnante neanche ne è a conoscenza!
Le ho chiesto di non dargli più la pallina perché stanno rinforzando un comportamento molto dannoso per lui e per la famiglia ma sono stata attaccata e criticata anche dalle insegnanti curricolari... rispondendomi che non saprebbero come “mantenerlo” così ho iniziato a riprendere mio figlio mentre fa i compiti per dimostrare che con me è un altro bambino!
Aggiungo che,secondo loro,noi mamme di bambini autistici siamo “ malate patologiche” perché non vogliamo accettare la diversità dei nostri bambini.
Quindi, secondo loro,avrei dovuto fare questo semplice e veloce ragionamento: mio figlio è un cretino, che l'insegnante di sostegno se lo porti pure in giro per i corridoi tutto il tempo mentre chiacchiera con le colleghe sorseggiando un caldo caffettuccio!
La maestra di italiano ha anche aggiunto ,ad alta voce davanti a tutti i bambini presenti,che la scuola dovrebbe chiamare gli assistenti sociali per mio figlio ..
SONO STANCA…
TESTIMONIANZA DI IMMACOLATA:
Mi chiamo Immacolata Testa, sono mamma di Salvatore un bimbo 9 anni con diagnosi di disturbo dello spettro di autistico che frequenta la quarta elementare.
La nostra vicenda è gravissima ,ed è per amore della verità che voglio renderla nota al pubblico :
“Era una giornata come tante altre,nel susseguirsi della nostra routine quando, ritirando mio figlio da scuola,sul suo volto osservo un enorme livido sull’occhio. Dopo la corsa in ospedale,mi sono rivolta ai carabinieri e ho denunciato l’istituto frequentato dal mio piccolo Salvatore.
Non una parola di scuse o di affetto è stata a noi rivolta,mi chiedo , quasi retoricamente, se riservano lo stesso trattamento anche ai loro figli o se la scuola sia il luogo nel quale sfogare le proprie frustrazioni. Credevo che i bambini come i nostri potessero essere accolti e mai avrei immaginato di ritrovarmi accanto un figlio con un “occhio nero”.
Credo ancora nella giustizia e lotterò fino all’ultimo giorno della mia vita.
Telecamere in classe,obbligatorie!
TESTIMONIANZA DI MILENA :
Sono Milena, mamma di un bambino autistico di 13 anni che attualmente è in istruzione parentale. Questa scelta è scaturita principalmente dopo aver avuto una discontinuità nell'assegnazione della figura del sostegno, (sono state cambiate 9 insegnanti tra materna e primaria), che non consentiva al mio bambino di progredire.
Ho perso fiducia nelle istituzioni quando mi hanno detto che mio figlio,come tanti che hanno la stessa diagnosi,disturba la classe perché emette suoni o gridolii e che noi genitori usiamo la “scuola come un parcheggio”.
Tutto questo non è accettabile!
I nostri figli dovrebbero essere accolti e protetti e non considerati gli ultimi o figli di un Dio minore!
Chiediamo controlli nelle scuole e la formazione mirata di tutti i docenti, non solo quelli assegnati al sostegno.
Un TFA non può bastare per essere affiancati ad un bambino con difficoltà!
Ci vorrebbero almeno 2 anni di tirocinio uniti ad una valutazione psicologica delle future insegnanti.
Una scuola del merito insomma, basata sulla formazione e non esclusivamente sui titoli, che ,tra l’altro,dovrebbero essere specifici per ogni tipo di disabilità!
TESTIMONIANZA VANESSA:
Mi chiamo Vanessa mamma di P., un bambino con autismo di 10 anni.
Tra gli anni passati alla scuola dell'infanzia e quelli alla primaria, abbiamo avuto 6 insegnanti di sostegno e 5 educatori scolastici diversi.
La mancanza di continuità delle figure scolastiche ha sempre messo mio figlio in una condizione di disagio e di svantaggio enorme. Ogni volta che mio figlio riusciva a legarsi ad una figura ,questa a settembre veniva puntualmente cambiata, facendolo soffrire e mettendolo nella situazione di ricominciare un nuovo rapporto che non sempre poi,è stato roseo.
Da settembre a dicembre il tempo in classe veniva utilizzato per conoscerlo,il programma così,non poteva essere svolto subito. Pertanto,il lavoro effettuato in precedenza andava perso, danneggiando,di fatto, mio figlio.
Sono inoltre,davvero molto delusa da come viene gestita l'assegnazione degli educatori dei vari ambiti territoriali che si nascondono “dietro un dito” asserendo che “ devono garantire il servizio, non la continuità dell'educatore", o ancor peggio mi son sentita dire " eh ma allora...se non c'è continuità dell' insegnante la vuole dell'educatore" ...faccio un appello : "Almeno voi che potete (perché l'assegnazione non dipende da graduatorie e ministeri) fatelo!
Invece …inizia una guerra tra poveri dove a rimetterci son solo i bambini!
Addirittura è accaduto che l'educatrice ha rinunciato al caso di mio figlio senza neanche avvisarci!
La maggior parte degli insegnanti di sostegno che conosco desiderano insegnare sulla cattedra comune, non sul sostegno! Motivo per cui molti di loro non lo fanno per passione ma per raggiungere un'altra posizione lavorativa.
Tra i tanti che abbiamo conosciuto non posso fare di “tutt'erba un fascio” ma molti non sono affatto empatici. Ogni insegnante dovrebbe esserlo, figuriamoci un docente di sostegno. Come mamma chiedo più preparazione, formazione continua garantita dagli istituti scolastici stessi e più flessibilità nel fare entrare esperti esterni alla scuola. So benissimo che a scuola si fa didattica e non terapia, tuttavia le conquiste avvenute in terapia possono essere integrate attraverso l’aiuto scolastico quotidiano. Infine, chiedo di investire su progetti che mirano al benessere degli alunni disabili e alla loro inclusione scolastica. È importante spostare l'asticella su quanto imparano i compagni di classe ad avere un compagno diversamente abile con loro. Hanno la possibilità di arricchirsi, di essere una comunità nonostante le differenze, sperimentare solidarietà e tolleranza crescendo insieme.
TESTIMONIANZA DI UNA MAMMA CHE DESIDERA RIMANERE ANONIMA:
Sono madre di una bambina che frequenta l'istituto di Afragola oggetto in questi ultimi giorni di attenzione da parte dell'opinione pubblica.
Durante la frequentazione scolastica di mia figlia spesso si sono verificati problemi, dall’organizzazione delle attività ai permessi di uscita.
Pochi giorni fa mi hanno chiesto di apporre la mia firma per una petizione a favore della preside. Non ho firmato .
“Se fosse accaduto al loro bambino ?”
TESTIMONIANZA ANONIMA:
Sono la mamma di un bambino autistico che frequenta la scuola secondaria di primo grado. Durante l’orario scolastico è stato richiesto dal dirigente l’intervento della signora X (assistente materiale non assegnato ufficialmente allo studente), in quanto il ragazzo presentava segni di agitazione, dai precursori non noti, e non vi era personale specializzato su sostegno a disposizione. Il docente di sostegno previsto era legittimamente assente. La signora X ha ritenuto opportuno intervenire effettuando un contenimento fisico non autorizzato, scatenando come conseguenza la difesa fisica da parte del bambino. Inoltre, non essendo preparata professionalmente, per gestire la situazione, ha iniziato a rivolgersi al ragazzino con frasi offensive. Si cita testualmente: “ Sei un bambino cattivissimo”, “ Sei uno scostumato”, “ Per colpa tua, i tuoi compagni non riescono a fare lezione”, “ Non voglio andare a casa con i lividi per colpa tua”. Tutto ciò urlando con toni aggressivi, ignorando che un approccio con un bambino autistico (ma ovviamente con qualunque bambino), può portare a conseguenze emotive importanti che richiedono uno specifico intervento specialistico per poter essere ripristinate. Sono venuta a conoscenza dei fatti in questo modo: i compagni di classe hanno riferito questi episodi alle loro mamme che si sono poi confrontate con noi, in quanto tutta la classe è frequentata dagli stessi bambini che c’erano sin dal primo anno della primaria.
I compagni hanno molta consapevolezza circa la diagnosi del loro Amico e per questo lo rispettano e sono molto empatici nei suoi riguardi. Dal confronto è emerso il comportamento della signora X, che successivamente è stata invitata ad allontanarsi dalla classe dalla professoressa che faceva lezione al momento.Le altre professoresse, lo hanno amorevolmente tranquillizzato mentre lui continuava a ripetere singhiozzando: “ Io sono stato cattivo, io sono stato scostumato”.
Il giorno successivo ai fatti, al momento dell’ingresso a scuola, i compagni hanno raggiunto mio figlio nel parcheggio mentre scendeva dalla mia auto e in sua presenza lo hanno abbracciato e consolato esclamando testualmente le seguenti frasi: “ Non dare retta a X, tu non sei cattivo”, “ E’ lei la cattiva, tu non ci disturbi mai”, “Ma ti fa ancora male?”, “Pensavo che oggi non saresti venuto a scuola”, “ Non sei scostumato, noi ti vogliamo bene”, “ Speriamo che X non viene più in classe nostra”.
Il giorno successivo, in occasione di un confronto in presenza con la responsabile d’istituto, un altro docente e la signora X, chiedo a quest’ultima di assumersi la responsabilità dell’accaduto e di scusarsi. La signora X si rifiuta. La responsabile, consapevole dell’accaduto la invita più volte ad accogliere questo approccio di mediazione con noi familiari ma lei sceglie di assumere un atteggiamento derisorio e arrogante, davvero irrispettoso, rispetto alla richiesta di scusarsi. Fallito il tentativo di risoluzione bonaria, sceglgo di prendere altri provvedimenti. Tramite il nostro avvocato, inviamo delle PEC esplicative dell’evento agli organi competenti ma soprattutto alla società che si occupa di fornire alle scuole questo tipo di figura professionale. Il dirigente scolastico ci ha poi informato di aver immediatamente provveduto ad inviare al responsabile della suddetta società formale richiesta di allontanamento e sostituzione di questa persona ricevendo le più ampie garanzie in merito all’accoglimento della richiesta e all’apertura di un procedimento disciplinare. Successivamente, anche il responsabile di tale società mi ha espresso di assicurare la massima vigilanza sulla modalità di erogazione del servizio affinché non si ripetano più episodi di questo tipo, esprimendo solidarietà al bambino e a tutti noi.
Se gli altri bambini non avessero raccontato l’accaduto,non ne sarei venuta a conoscenza e la Signora X avrebbe continuato ad agire indisturbata.
VOGLIO LE TELECAMERE NELLE SCUOLE !
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AutismoMilleOpportunità 11/03/2024
L'AUTISMO SPIEGATO AI BAMBINI DALLA DOTT.SSA TURTURICI
La nostra Associazione ha creato in occasione della settimana sulla consapevolezza dell'autismo,indetta dal Comune di Salerno dal 2 al 9 aprile 2024 ,un progetto dedicato e rivolto alle scuole primarie : "AUTISMO IN RIMA".
In classe sarà proiettato un filmato nel quale i ragazzi autistici spiegheranno "Cos'è l'autismo" (chi meglio di questi ragazzi conosce l'autismo ?) verrà narrata la storia di questa giornata dedicata all'autismo ed infine, leggeranno in classe una poesia.
Seguirà poi, il laboratorio creativo poetico a cui gli alunni parteciperanno in piccoli gruppi.
Data l'età e la curiosità insita nei bambini, il nostro team ha fornito un vademecum,una possibile guida orientativa volta a rispondere a domande e dubbi.
Riportiamo fedelmente il testo presente nel progetto creato dalla Dott.ssa ANNALISA TURTURICI
CHE COS’E’ L’AUTISMO SPIEGATO AI BAMBINI :
“Quello che devi sapere sul comportamento di un/a bambino/a autistico/a.”
Di Annalisa Turturici
Ci sono alcuni bambini che si comportano in modi diversi dagli altri. Questi bambini potrebbero essere autistici. Ma cosa vuol dire essere autistici?
Immagina di avere una macchina speciale nel tuo cervello che ti aiuta a capire il mondo.
Per alcuni bambini, questa macchina funziona un po’ diversamente. Per esempio,potrebbero non piacergli i rumori forti o le luci brillanti. Altri potrebbero avere difficoltà a
capire cosa stanno pensando le persone o a parlare con loro.
Quindi, i bambini autistici potrebbero:
- Non amare troppo il contatto fisico o gli abbracci.
- Preferire avere routine precise e non piacergli i cambiamenti improvvisi.
- Fissarsi su certi argomenti o interessi, come treni o dinosauri.
- Avere difficoltà a comunicare con le parole o a capire gli sguardi delle persone.
- Essere molto bravi in alcune cose, come disegnare o ricordare tante informazioni.
Questi comportamenti accadono perché il cervello dei bambini autistici funziona in modo diverso. Non è qualcosa di cattivo o sbagliato, è solo diverso. Ecco perché è importante essere gentili e comprensivi verso i bambini autistici, così come con tutti gli altri. Possono avere talenti speciali e insegnarci molte cose interessanti!
Annalisa Turturici, Psicologa.
AutismoMilleOpportunità 18/02/2025
DISABILITA'E AUTISMO: LE TELECAMERE DI CANALE 5 PER LA MANCANZA DI ASSISTENZA E FUTURO PER TANTE FAMIGLIE
Noi associazioni, Autismo Mille Opportunità di Salerno e Bambini Simpatici e Speciali di Orta di Atella, abbiamo chiesto un incontro urgente in presenza di vari esponenti delle istituzioni per dialogare sulla disabilità, sulle terapie per i bambini/ragazzi e per la problematica inerente gli adulti, di fatto abbandonati a loro stessi.
Durante l'incontro sarà presente la troupe dell'indignato speciale di canale 5.
La data dell'incontro è presso il centro direzionale isola 13, il 25 c.m. alle ore 10,30
Il nostro invito al confronto per la giornata del 25 febbraio è indispensabile a causa delle numerose necessità delle nostre associazioni, che seguono tante famiglie con importanti bisogni di cura e assistenza.
Vogliamo richiedere informazioni su:
le terapie che interessano i minori e gli adulti portatori di disabilità,
la mancata continuità terapeutica,
l’assegnazione delle ore di assistenza terapeutica dovute all’età e non alla gravità del minore,
le barriere architettoniche che sono un gravoso problema per chi vive in carrozzina,
le liste di attesa per accedere ai servizi offerti nei centri,
assistenza nei centri fornita da personale non sufficientemente formato sulle varie disabilità,
l’assegno di cura e la rendicontazione dello stesso,
il progetto di vita e il dopo di noi.
Non ci fermeremo finché non vedremo rispettati i diritti dei nostri figli!
RAPPRESENTANTI LEGALI
PISANO MICHELE - ASS. BAMBINI SIMPATICI E SPECIALI
ESPOSITO VALENTINA MARIA ROSARIA- ASS. AUTISMO MILLE OPPORTUNITA’
AutismoMilleOpportunità 20/09/2023
Giochi senza barriere
L' Associazione autismo mille opportunità in occasione dell'evento di sabato 3 giugno 2023 ha presenziato unita ad altre associazioni per fornire un supporto alla genitorialità.
In questa occasione si sono svolti tantissimi laboratori gratuiti e hanno partecipato alcune persone del mondo dello spettacolo che hanno dato il loro contributo per puntare un faro sulla disabilità. I bambini i ragazzi e gli adulti disabili in questa giornata hanno potuto godere di giochi senza file,di accoglienza nel pieno rispetto del loro essere.